{"id":115,"date":"2013-05-03T14:30:00","date_gmt":"2013-05-03T14:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/llagnes.com\/blog\/2013\/05\/03\/case-del-balilla-architettura-e-fascismo\/"},"modified":"2018-08-07T17:50:25","modified_gmt":"2018-08-07T17:50:25","slug":"case-del-balilla-architettura-e-fascismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/llagnes.com\/blog\/2013\/05\/03\/case-del-balilla-architettura-e-fascismo\/","title":{"rendered":"Case del Balilla. Architettura e fascismo"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<div style=\"background-color: white; color: #676864; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 0.65em; line-height: 1.3em; padding: 0px 0px 10px;\">\n<\/div>\n<div style=\"background-color: white; padding: 0px 0px 10px;\">\n<\/div>\n<div class=\"box\" id=\"hparticolosingolo_1\" style=\"width: 560px;\">\n<div class=\"itemDetail\" style=\"float: left; margin: 20px 0px 10px; padding: 0px;\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/1999\/xhtml\">\n<img alt=\"Case del Balilla. Architettura e fascismo\" class=\"floatLeft\" src=\"http:\/\/gallery.electaweb.it\/albums\/userpics\/10002\/balilla.jpg\" style=\"border: 1px solid black; clear: both; float: left; margin: 0px 10px -1px 0px;\" \/><\/p>\n<h2 style=\"color: black; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 0.65em; font-weight: normal; line-height: normal; margin: 0px; padding: 0px; text-align: justify;\">\n<br \/><\/h2>\n<div style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 1.3em; padding: 0px 0px 10px; text-align: justify;\">\n<em>&#8220;L\u2019opera nazionale balilla: \u201cil pi\u00f9 gigantesco esperimento di educazione di Stato che la storia ricordi\u201d&nbsp;<\/em>(Emilio Gentile)<\/div>\n<div style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 1.3em; padding: 0px 0px 10px; text-align: justify;\">\nForse non esagerava Renato Ricci, presidente dell\u2019<strong>Opera nazionale balilla<\/strong>&nbsp;dal 1927 al 1937, quando nel 1931, per difendere l\u2019autonomia della sua organizzazione dalle manovre espansioniste del partito fascista nei suoi confronti, la defin\u00ec \u00abl<strong>a pi\u00f9 fascista delle organizzazioni fasciste<\/strong>\u00bb. L\u2019attributo superlativo era plausibile in ragione dei compiti che il regime fascista aveva assegnato all\u2019Onb, dal Duce stesso definita \u00abla pupilla del Regime\u00bb, affidandole l\u2019educazione delle nuove generazioni. (\u2026) A giustificare il superlativo attributo fascista rivendicato per la sua organizzazione, Ricci poteva legittimamente vantare l\u2019originalit\u00e0 dell\u2019Onb nell\u2019ambito delle istituzioni del regime, perch\u00e9 votata \u00abal&nbsp;<strong>pi\u00f9 gigantesco esperimento di educazione di Stato che la storia ricordi<\/strong>: formare in senso patriottico e unitario, cio\u00e8 fascista, le classi pi\u00f9 giovani di un popolo, che, in quindici secoli di dominazione straniera e nel primo periodo della sua brevissima esperienza di Stato nazionale, aveva acquistato idee e mentalit\u00e0 assai difformi da quelle affermate dalla Rivoluzione delle camicie nere\u00bb(\u2026)<\/div>\n<div style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 1.3em; padding: 0px 0px 10px; text-align: justify;\">\n<strong>Nell\u2019ambito della tendenza alla defascistizzazione retroattiva del fascismo, anche il problema del rapporto tra fascismo e architettura ha trovato soluzioni che o hanno negato l\u2019esistenza di una reale connessione ideologica o hanno postulato la discriminazione fra architetti \u201cbuoni\u201d, cio\u00e8 moderni, razionalisti, funzionalisti e, pertanto, antifascisti, e architetti \u201ccattivi\u201d, cio\u00e8 tradizionalisti, retorici, pomposi e, pertanto, fascisti<\/strong>.&nbsp;<strong>La \u201cbuona architettura\u201d&nbsp;<\/strong>del periodo fascista sarebbe stata ideologicamente neutra e il coinvolgimento di molti architetti \u201cbuoni\u201d nelle opere del regime sarebbe stato frutto di ingenuit\u00e0 o di un adattamento convenzionale, senza convinzione, ai rituali del regime. Negata l\u2019esistenza di un\u2019architettura fascista,&nbsp;<strong>la defascistizzazione retroattiva ha escluso che vi siano stati architetti \u201cbuoni\u201d che operarono per dar corpo a una architettura fascista, convinti della funzione sociale dell\u2019architettura come espressione funzionale e simbolica di una collettivit\u00e0 creatrice di una nuova civilt\u00e0<\/strong>, quale il fascismo, secondo loro, stava creando in Italia attraverso l\u2019esperimento totalitario, al quale aderirono con lucida consapevolezza e attiva partecipazione.<\/div>\n<div style=\"padding: 0px 0px 10px;\">\n<\/div>\n<div style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 1.3em; text-align: justify;\">\n<strong style=\"line-height: 1.3em;\">I saggi sulle case del balilla pubblicati in questo volume oppongono un solido argine alla defascistizzazione retroattiva del fascismo<\/strong>, e per questo il loro interesse storiografico va oltre il campo di indagine dei loro autori. Infatti, pur trattando in massima parte degli&nbsp;<strong style=\"line-height: 1.3em;\">aspetti architettonici delle opere realizzate dall\u2019Onb<\/strong>, questo volume offre documenti e argomenti validi anche per sviluppare una pi\u00f9 ampia riflessione per approfondire la conoscenza del fascismo, attraverso il suo complesso e peculiare rapporto con l\u2019architettura, nel quale furono coinvolti i migliori architetti italiani dell\u2019epoca. Ed \u00e8 merito degli autori di questo volume aver trattato&nbsp;<strong style=\"line-height: 1.3em;\">il rapporto tra fascismo e architettura, attraverso l\u2019esperienza dell\u2019Onb, con un senso propriamente storico, mostrandone le effettive connessioni ideologiche e politiche<\/strong>, come si svolsero e variarono nel tempo, in un contesto che n\u00e9 il committente n\u00e9 gli architetti concepirono mai come tecnicamente neutro. Al contrario,&nbsp;<strong style=\"line-height: 1.3em;\">gli architetti di cui questo volume si occupa appaiono tutti consapevoli del carattere politico delle opere loro commissionate dal presidente dell\u2019Onb<\/strong>, anche se non furono meri esecutori di decaloghi ideologici.<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/gallery.electaweb.it\/displayimage.php?pos=-725\" style=\"color: #a0a19c; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 0.65em; line-height: 1.3em; text-decoration: none;\"><img border=\"0\" src=\"http:\/\/gallery.electaweb.it\/albums\/userpics\/10002\/balilla-2.jpg\" style=\"border: none; float: left; padding: 5px 5px 5px 0pt; text-align: justify;\" \/><\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\nDa questo volume appare confermata l\u2019ipotesi che l\u2019eclettica ricerca di uno \u201c<strong style=\"line-height: 1.3em;\">stile fascista<\/strong>\u201d in architettura, condotta con uno<strong style=\"line-height: 1.3em;\">sperimentalismo&nbsp;<\/strong>in sintonia con lo sperimentalismo totalitario del regime, abbia contribuito alla definizione di una cultura fascista, attraverso le costruzioni del \u00ab<strong style=\"line-height: 1.3em;\">fascismo di pietra<\/strong>\u00bb, in un modo pi\u00f9 efficace di molti scritti o discorsi del Duce e di altri ideologi del regime(\u2026)<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\nI giovani architetti, chiamati da Ricci a realizzare il nuovo stile dell\u2019architettura fascista, erano accomunati dal convincimento della funzione sociale dell\u2019architettura e dalla ricerca di uno stile originale conforme agli scopi dell\u2019Onb senza essere uniforme, e tale da esaltare, con la sua netta e preminente visibilit\u00e0, la costruzione fascista nella promiscuit\u00e0 dello spazio urbano.<strong style=\"line-height: 1.3em;\">&nbsp;Le case del balilla, scriveva nel 1936 Luigi Moretti<\/strong>&nbsp;\u2013 il giovane architetto chiamato da Ricci nel 1933, quando aveva ventisei anni, a sostituire Enrico Del Debbio nella direzione dell\u2019ufficio tecnico dell\u2019Onb \u2013,&nbsp;<strong style=\"line-height: 1.3em;\">dovevano essere, come gli edifici dei gymnasi greci e romani, \u00abla pi\u00f9 alta espressione di civilt\u00e0 politica\u00bb, dovevano esprimere \u00abla nuova grande civilt\u00e0, il nuovo \u201cmodo di vita\u201d fascista nel mondo\u00bb<\/strong>.<\/div>\n<p><\/p>\n<div style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 1.3em; padding: 0px 0px 10px; text-align: justify;\">\nAlla f<strong>unzionalit\u00e0 semplice e razionale<\/strong>, posta come criterio fondamentale dell\u2019architettura dell\u2019Onb, Moretti aggiungeva l\u2019esigenza, altrettanto dominante, del&nbsp;<strong>simbolismo sacrale<\/strong>, che era del tutto coerente con il carattere fideistico dell\u2019educazione fascista. Questi criteri furono ribaditi da Moretti anche quando, assorbita l\u2019Onb nella Gil, egli conserv\u00f2 il suo incarico fino al 1943, adattandosi alla nuova struttura gerarchica dell\u2019organizzazione, che tendeva a frenare nell\u2019architettura lo sperimentalismo eclettico degli anni precedenti cos\u00ec come imponeva un pi\u00f9 stretto conformismo nell\u2019educazione delle nuove generazioni. \u00abD\u2019altra parte \u2013 osserva Marco Mulazzani nel suo saggio \u2013 vi \u00e8 un\u2019evidente continuit\u00e0 nella sua posizione: la qualit\u00e0 dell\u2019architettura delle case dedicate all\u2019educazione della giovent\u00f9 italiana non pu\u00f2 dipendere dalle tendenze artistiche n\u00e9 pu\u00f2 essere il risultato \u201caccidentale\u201d del talento dell\u2019architetto, ma si misura dal livello di aderenza di quei manufatti alla politica del fascismo e alle \u201cragioni di Stato\u201d\u00bb. (\u2026)<\/div>\n<div style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 1.3em; padding: 0px 0px 10px; text-align: justify;\">\n<strong>Dalle numerose, suggestive immagini raccolte in questo volume, la visibilit\u00e0 dei cambiamenti avvenuti dopo il 1936 fa maggiormente risaltare la vivace e audace modernit\u00e0 di molte case del balilla edificate negli anni precedenti<\/strong>. Chi osserva queste costruzioni, affascinato dalla loro&nbsp;<strong>architettura sobria e severa e, nello stesso tempo, ariosa e luminosa<\/strong>, potrebbe essere indotto a defascistizzarle, dimenticando la funzione alla quale erano destinate e che, per consapevole scelta dei loro autori, influiva sul loro stesso stile. Guardando queste immagini, pertanto, occorrer\u00e0 ricordare che entro questi seducenti edifici fu attuato un \u201cgigantesco esperimento di educazione di Stato\u201d, che svuotava le nuove generazioni della loro personalit\u00e0 e le plasmava secondo un modello di \u201ccittadino soldato\u201d, che esaltava l\u2019annientamento dell\u2019individuo in una collettivit\u00e0 di massa entusiasta e adorante, destinata a vivere e a esaurire la propria esistenza nell\u2019asservimento ai comandamenti di uno Stato totalitario.<\/div>\n<div style=\"font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 1.3em; padding: 0px 0px 10px;\">\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\nestratto da&nbsp;<strong style=\"line-height: 1.3em;\">Rinaldo Capomolla, Marco Mulazzani, Rosalia Vittorini<\/strong><\/div>\n<p><strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<strong style=\"line-height: 1.3em;\"><em><a href=\"http:\/\/www.electaweb.com\/catalogo\/scheda\/978883703689\/it\" style=\"text-decoration: none;\">Case del Balilla. Architettura e Fascismo<\/a><\/em><\/strong><\/div>\n<p><\/strong><em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<em style=\"line-height: 1.3em;\">in libreria per Electa-collana Architetti Moderni il 10 aprile 2008<\/em><\/div>\n<p><\/em><\/div>\n<\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L\u2019opera nazionale balilla: \u201cil pi\u00f9 gigantesco esperimento di educazione di Stato che la storia ricordi\u201d&nbsp;(Emilio Gentile) Forse non esagerava Renato Ricci, presidente dell\u2019Opera nazionale balilla&nbsp;dal 1927 al 1937, quando nel 1931, per difendere l\u2019autonomia della sua organizzazione dalle manovre espansioniste del partito fascista nei suoi confronti, la defin\u00ec \u00abla pi\u00f9 fascista delle organizzazioni fasciste\u00bb. 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